SOS Abruzzo

LIDA Firenze

Archivio per la categoria ‘Storie di vita’

AIUTIAMO I CANI DELL’ABRUZZO CHE HANNO BOSOGNO DI STALLO PERMANENTE

Pubblicato da lidafirenze su 11 maggio 2009

Rivolto soprattutto a chi si trova in zona. Ho ricevuto così e così lo inoltro a voi:

“Ragazzi ho bisogno del vostro aiuto per una mail che mi è giunta ieri pomeriggio! Quando l’ ho letta mi sono sentita persa! Non so come aiutare questa persona!
Lei si chiama Tamara D’ Alessandra:

Ciao Engy,sono una terremotata e ti scrivo per chiederti aiuto…. la mia casa è ormai una tenda e ci vivo con i miei migliori amici… si chiamano tyson, peggy, sophia e giulia, sono 3 PINSCHER E 1 DOBERMANN.. il problema è…. che gli animali non ce li vogliono nei campi…
me li vorrebbero portare via ma io non voglio e tengo duro… sono parte della mia famiglia…combatto per loro… ma io ho perso il lavoro e la casa e non ho altro dove andare e soprattutto come mantenermi,non ho soldi…ti prego dammi un consiglio…un abbraccio…

Siamo moltissimi in questo gruppo, cosa possiamo fare? Chiunque di voi abbia un’ idea, un contatto da suggerirle, un’ associazione con cui metterla in contatto me lo faccia sapere!

Per favore ragazzi, non lasciamo che le portino via i suoi amori…con tanti bastardi che abbandonano i loro cani, se la devono prendere con chi vuole tenerli a tutti i costi!

Sono aperta ad ogni suggerimento…i più esperti tra di voi, che da anni sono volontari e hanno contatti giusti per il caso, mi facciano sapere!

Grazie ancora di cuore per l’ attenzione che prestate ai miei messaggi!”

per aiuti rivolgersi a mariatruppo@hotmail.it

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Full, il lupo trieste: da giorni aspetta il padrone

Pubblicato da lidafirenze su 20 aprile 2009

IL MESSAGGERO
20 APRILE 2009

Sandro Vacchi

L’AQUILA (20 aprile) – Chi dice che ci sono mille razze di cani? Le razze sono solamente tre: i condannati, i fortunati, i volontari. All’Aquila abbondano tutte, e hanno caratteristiche precise.
Mentre condannati e volontari sono di grossa taglia, i fortunati sono solitamente piccoli: barboncini, bassotti, fox terrier. I fortunati sono anche gli unici che abbaiano, i condannati si accasciano in attesa del peggio, i volontari si sono agitati per giorni sulle macerie. I volontari sono giovani, i fortunati di età mista. I condannati sono spesso vecchi, invece: come i vecchi umani. Soli, abbandonati, orfani. Razza incerta, povere bestie di 30, 40 chili, col pelo sporco. Full aveva anche il collare, un mezzo lupo che per giorni è rimasto accovacciato in Piazza Duomo accanto a una casa, sfinge pelosa in attesa di un padrone che non arrivava: avvilito, rassegnato. La mascotte di poliziotti, soldati e tivù, davanti alla chiesa delle Anime Sante, era un gigante buono e triste di pelo bianco. Tutti gli allungavano un pezzo di pane o un biscotto, lui inghiottiva e si riaccucciava ai piedi dei suoi nuovi cento padroni. Perché non è tanto il cane che fa compagnia all’uomo, quanto l’uomo che deve far compagnia al cane: queste povere bestie dipendono totalmente dall’uomo, vogliono, bramano un padrone, per non tornare a essere lupi. «La nostra azione principale è contro il randagismo, ma dobbiamo occuparci anche degli animali nelle tendopoli» dice Vincenzo Caporale, responsabile dell’Istituto zooprofilattico dell’Abruzzo e nominato da Guido Bertolaso responsabile di Azione Veterinaria. Una quarantina tra cani e gatti li hanno tirati fuori vivi dalle macerie, lui e i suoi volontari, veterinari di tutt’Italia, un altro centinaio li hanno affidati in adozione temporanea, in attesa che i proprietari si facciano vivi. Altri sono stati smistati nei canili abruzzesi, ma anche a Brescia, dopo essere stati fotografati. Sì, perché chip e tatuaggi, in due parole l’anagrafe canina, funzionano molto male, la “tracciabilità” dell’animale è spesso teorica. Ecco i numeri a cui rivorgersi per cercare il proprio amico disperso: 800082280 oppure 0861 315500. Il fax è 0861 332310.«Il randagismo era un grosso problema, all’Aquila, anche prima del terremoto. Ora cogliamo l’occasione per debellarlo, catturando i cani e affidandoli ai canili» prosegue Caporale. Perché, per legge, chi trova o smarrisce un cane è tenuto a segnalarlo. Un aiuto determinante viene da Toscana ed Emilia-Romagna, che hanno mobilitato un bel numero di veterinari coordinati dalla Asl. Stanno lavorando anche nelle tendopoli e lungo la costa, dove sono ospitati altri sfollati: alcuni con i loro animali domestici, altri che li ricercano da giorni. La gente comincia a farsi viva, a quasi due settimane dal terremoto, anche per i propri amici a quattro zampe, compagni di una vita. Come la signora Calì, che si occupava di una colonia di gatti e ha trovato risposte da Azione Veterinaria. Nelle tendopoli degli sfollati ci sono cagnetti, petulanti, sì, ma felici, al guinzaglio, spesso in braccio come creature. Un abbaiare che equivale al pianto di un bambino, un modo di dire “Sono qui con te, ti faccio compagnia”. A loro è andata bene.

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